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Raccomandazioni:
evitare il contatto con i coralli e qualsiasi
altra forma di vita marina: i coralli sono creature estremamente fragili
ma anche pericolose persino un tocco leggero può essere loro fatale.
Non nutrire pesci ed altre creature marine.
Non prelevare nulla dal mare, vivo o morto che sia.
Non toccare le stelle marine, tantomeno se sono fuori dell'acqua, le ustionereste.
Per una camminata sicura, ricordate di portare delle scarpette d'acqua, il che non vi autorizza a calpestare ricci o coralli.
La
barriera corallina di Zanzibar:
Zanzibar si trova in prossimità dell'equatore, in una regione dell'oceano
indiano in cui la temperatura media dell'acqua non scende mai sotto i
16°C, condizione che ha permesso lo sviluppo di una barriera corallina
particolarmente ricca. La barriera che circonda quasi completamente le
isole dell'arcipelago di Zanzibar, formando una catena continua, protegge
la costa dai marosi e dall'erosione dell'oceano dando vita a estese lagune
dalle acque chiare e calme. Alcune isole dell'arcipelago, come la stessa
costa orientale dell'isola di Unguja (Zanzibar), sono parzialmente costitute
da corallo emerso in seguito all'abbassamento del livello dei mari (vedi
la foresta Jozani che sorge sopra un letto di corallo fossile). La laguna
all'interno della barriera è un complesso ecosistema con flora
e fauna marina estremamente ricche. La bassa marea è un momento
favorevole per la pesca e per la raccolta delle alghe: a quell'ora, gli
abitanti dei villaggi sparsi lungo la costa scendono per catturare polipi
ed altri pesci camminando in spiaggia tra i rivoli d'acqua che ritornano
in mare, oppure per lavorare alle coltivazioni di alghe.
Un
ecosistema in pericolo:
La sensibilità nei confronti della barriera corallina e della sua
fragilità è sicuramente aumentata negli ultimi anni. Due
fattori, in particolare, concorrono nel metterla a rischio:
Il primo fattore è dato dalla crescita lentissima della
barriera (a Zanzibar di 5 cm annui medi). Se questo tasso di crescita
è sufficente per controbilanciare gli effetti del degrado e dell'erosione
causati dagli elementi della natura, non lo è affatto contro i
danni provocati dall'uomo (la pesca con dinamite, l'uso sconsiderato delle
reti e degli ancoraggi, il comportamento poco accorto o volutamente criminale
di molti pescatori, snorkelers e sommozzatori).
Il secondo fattore è dato dalla dipendenza, dell'intero
ecosistema, dalla simbiosi tra coralli ed alghe. Negli ultimi trent'anni
vi sono state ripetute segnalazioni di fenomeni di "sbiancamento"
dei coralli, causato da una perdita elevata di zooxanthellae. Senza la
zooxanthellae i polipi dei coralli sono incapaci di creare la base calcarea
che li ancora alla barriera ed ha inizio così il processo di erosione
di quest'ultima. La causa della diminuzione di zooxanthellae è
ancora incerta. Secondo alcune teorie sarebbe da attribuirsi all'inquinamento
ed al surriscaldamento del globo terrestre. Recenti studi sembrano dimostrare
che temperature superiori ai 26° / 27° inducono danni alla barriera:
la sovraeccitazione dei processi di fotosintesi della zooxanthellae dovuta
al surriscaldamento dell'acqua provoca un accumulo di tossine nel corpo
del polipo che reagisce espellendo l'alga e condannando se stesso a una
morta lenta per denutrizione.
Fortunatamente la barriera corallina dell'arcipelago si trova ancora
in buone condizioni.
I coralli:
I coralli sono strutture formatesi nei millenni per stratificazione di
scheletri di polipi e di altri piccolissimi animali, detti appunto coralli.
La superficie di queste strutture è occupata da polipi vivi che
grazie ad escrezioni di calcio si ancorano alla colonia con la parte inferiore
del peduncolo, entro il quale si ritirano per trovare protezione. La parte
superiore del peduncolo è appiattita e presenta un apertura, contornata
di ciglia, che serve all'animale sia per nutrirsi che per espellere gli
escrementi. La catena alimentare della barriera si concentra sulla relazione
simbiotica esistente tra i coralli e le alghe ed è nota come commensalismo.La
fotosintesi, compiuta dalle alghe Zooxanthellae che vivono all'interno
dei coralli stessi, è un anello importante di questa relazione:
per questo motivi le barriere coralline si sviluppano esclusivamente in
acque chiare, poco profonde ed in regioni soleggiate a clima mite. Tipi
diversi di colonie di coralli, non dipendenti dalla zooxanthellae per
il loro nutrimento sono invece presenti in acque profonde oltre la barriera
corallina. Il metodo riproduttivo della barriera corralina è unico:
in un unico giorno dell'anno, sincronizzato con il ciclo lunare, ogni
singolo polipo inizia ad emettere uova e sperma e non finiranno se non
quando lo specchio d'acqua non sarà oscurato da milioni di embrioni
trasportati dalla corrente verso il mare dove daranno vita a nuove colonie.
Un altro anello della catena alimentare della barriera corallina è
costituito da creature erbivore, quali ricci di mare, molluschi e molte
specie di pesci tropicali, che si nutrono delle alghe dei coralli. Tra
i pesci che popolano la barriera ritroviamo, ma sono solo alcuni, il pesce
pagliaccio, il moorish idol, l'angelfish, il threadfin, lo snapper, lo
storione, il labro ed il velenosissimo pesce scorpione. Tra i predatori
della barriera ritroviamo granchi, anguille, serpenti corallo e razze, che insinuandosi
dentro fessure o tane sotterranee sorprendono le loro prede.Tra coloro
che preferiscono banchettare in acque più profonde troviamo squali,
delfini, tartarughe e barracuda
I
tipi di barriere coralline (la teoria di Charles Darwin)
Le FRINGING REEF sono formazioni che si trovano quasi a ridosso della
costa, caratterizzate da acqua chiare e molto poco profonde o a volta
dall'assenza di acqua. Sono tipiche dei continenti e delle isole dei mari
tropicali (Caraibi ed Hawaii).
La BARRIER REEF sorge ad una certa distanza dalla costa creando ampie
lagune tra ques'ultima e se stessa e si forma per sprofondamento della
massa terrestre dell'isola. lo sprofondamento delle masse terrestri può
essere dovuto sia a fenomeni di erosione che a movimenti della crosta
terrestre. Le Barrier reefs sono molto comuni nelle regioni caraibiche
ed Indo-pacifiche: la grande Barrier Reef australiana, la più grande
al mondo, si snoda per oltre 2000 km.
Gli ATOLLI sono barriere coralline a forma di anello che circondano una
laguna centrale e si trovano al largo delle coste. Quando l'intera massa
di un isola scompare sotto l'oceano la barriera diviene un atollo. Gli
atolli sono comuni nelle regioni oceaniche indo-pacifiche. L'atollo più
grande al mondo si chiama Kwajalein e circonda una laguna di oltre 97
km di lunghezza.
Le attuali barriere coralline iniziarono a formarsi dopo l'ultima glaciazione,
nel Pleistocene, 10.000 anni fa.
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