Moorish IdolIl pesce scorpione
  PASSEGGIATE ALLA BARRIERA CORALLINA

I momenti di bassa marea offrono l'opportunità di bellissime passeggiate a piedi verso la barriera corallina, dapprima si incontrano le stelle marine [ve ne sono di diverse specie, beige con rilievi rossi che formano una specie di disegno a doppio ordine, verdine, azzurro-blu ed azzurro-lilla], poi si incontrano i primi coralli e quindi i primi pesciolini tropicali.
La barriera non è mai completamente raggiungibile a piedi e a un certo punto si proseguirà in barca. Se uscite senza guida ricordate che quando la marea inizia a ritornare è il momento di rientrare alla spiaggia. Se rimarrete fermi dove siete l'acqua che fino a poco prima vi lambiva le coscie salirà all'addome e rientrare sarà una nuotata abbastanza impegnativa.

durata: circa 2 ore con guida locale
costo: usd 15 inclusa l'attrezzatura per lo snorkeling

 

 

Raccomandazioni:
evitare il contatto con i coralli e qualsiasi altra forma di vita marina: i coralli sono creature estremamente fragili ma anche pericolose persino un tocco leggero può essere loro fatale.
Non nutrire pesci ed altre creature marine.
Non prelevare nulla dal mare, vivo o morto che sia.
Non toccare le stelle marine, tantomeno se sono fuori dell'acqua, le ustionereste.
Per una camminata sicura, ricordate di portare delle scarpette d'acqua, il che non vi autorizza a calpestare ricci o coralli.

La barriera corallina di Zanzibar:
Zanzibar si trova in prossimità dell'equatore, in una regione dell'oceano indiano in cui la temperatura media dell'acqua non scende mai sotto i 16°C, condizione che ha permesso lo sviluppo di una barriera corallina particolarmente ricca. La barriera che circonda quasi completamente le isole dell'arcipelago di Zanzibar, formando una catena continua, protegge la costa dai marosi e dall'erosione dell'oceano dando vita a estese lagune dalle acque chiare e calme. Alcune isole dell'arcipelago, come la stessa costa orientale dell'isola di Unguja (Zanzibar), sono parzialmente costitute da corallo emerso in seguito all'abbassamento del livello dei mari (vedi la foresta Jozani che sorge sopra un letto di corallo fossile). La laguna all'interno della barriera è un complesso ecosistema con flora e fauna marina estremamente ricche. La bassa marea è un momento favorevole per la pesca e per la raccolta delle alghe: a quell'ora, gli abitanti dei villaggi sparsi lungo la costa scendono per catturare polipi ed altri pesci camminando in spiaggia tra i rivoli d'acqua che ritornano in mare, oppure per lavorare alle coltivazioni di alghe.

Un ecosistema in pericolo:
La sensibilità nei confronti della barriera corallina e della sua fragilità è sicuramente aumentata negli ultimi anni. Due fattori, in particolare, concorrono nel metterla a rischio:
Il primo fattore è dato dalla crescita lentissima della barriera (a Zanzibar di 5 cm annui medi). Se questo tasso di crescita è sufficente per controbilanciare gli effetti del degrado e dell'erosione causati dagli elementi della natura, non lo è affatto contro i danni provocati dall'uomo (la pesca con dinamite, l'uso sconsiderato delle reti e degli ancoraggi, il comportamento poco accorto o volutamente criminale di molti pescatori, snorkelers e sommozzatori).
Il secondo fattore è dato dalla dipendenza, dell'intero ecosistema, dalla simbiosi tra coralli ed alghe. Negli ultimi trent'anni vi sono state ripetute segnalazioni di fenomeni di "sbiancamento" dei coralli, causato da una perdita elevata di zooxanthellae. Senza la zooxanthellae i polipi dei coralli sono incapaci di creare la base calcarea che li ancora alla barriera ed ha inizio così il processo di erosione di quest'ultima. La causa della diminuzione di zooxanthellae è ancora incerta. Secondo alcune teorie sarebbe da attribuirsi all'inquinamento ed al surriscaldamento del globo terrestre. Recenti studi sembrano dimostrare che temperature superiori ai 26° / 27° inducono danni alla barriera: la sovraeccitazione dei processi di fotosintesi della zooxanthellae dovuta al surriscaldamento dell'acqua provoca un accumulo di tossine nel corpo del polipo che reagisce espellendo l'alga e condannando se stesso a una morta lenta per denutrizione.
Fortunatamente la barriera corallina dell'arcipelago si trova ancora in buone condizioni.


I coralli
:
I coralli sono strutture formatesi nei millenni per stratificazione di scheletri di polipi e di altri piccolissimi animali, detti appunto coralli. La superficie di queste strutture è occupata da polipi vivi che grazie ad escrezioni di calcio si ancorano alla colonia con la parte inferiore del peduncolo, entro il quale si ritirano per trovare protezione. La parte superiore del peduncolo è appiattita e presenta un apertura, contornata di ciglia, che serve all'animale sia per nutrirsi che per espellere gli escrementi. La catena alimentare della barriera si concentra sulla relazione simbiotica esistente tra i coralli e le alghe ed è nota come commensalismo.La fotosintesi, compiuta dalle alghe Zooxanthellae che vivono all'interno dei coralli stessi, è un anello importante di questa relazione: per questo motivi le barriere coralline si sviluppano esclusivamente in acque chiare, poco profonde ed in regioni soleggiate a clima mite. Tipi diversi di colonie di coralli, non dipendenti dalla zooxanthellae per il loro nutrimento sono invece presenti in acque profonde oltre la barriera corallina. Il metodo riproduttivo della barriera corralina è unico: in un unico giorno dell'anno, sincronizzato con il ciclo lunare, ogni singolo polipo inizia ad emettere uova e sperma e non finiranno se non quando lo specchio d'acqua non sarà oscurato da milioni di embrioni trasportati dalla corrente verso il mare dove daranno vita a nuove colonie. Un altro anello della catena alimentare della barriera corallina è costituito da creature erbivore, quali ricci di mare, molluschi e molte specie di pesci tropicali, che si nutrono delle alghe dei coralli. Tra i pesci che popolano la barriera ritroviamo, ma sono solo alcuni, il pesce pagliaccio, il moorish idol, l'angelfish, il threadfin, lo snapper, lo storione, il labro ed il velenosissimo pesce scorpione. Tra i predatori della barriera ritroviamo granchi, anguille, serpenti corallo e razze, che insinuandosi dentro fessure o tane sotterranee sorprendono le loro prede.Tra coloro che preferiscono banchettare in acque più profonde troviamo squali, delfini, tartarughe e barracuda

I tipi di barriere coralline (la teoria di Charles Darwin)
Le FRINGING REEF sono formazioni che si trovano quasi a ridosso della costa, caratterizzate da acqua chiare e molto poco profonde o a volta dall'assenza di acqua. Sono tipiche dei continenti e delle isole dei mari tropicali (Caraibi ed Hawaii).
La BARRIER REEF sorge ad una certa distanza dalla costa creando ampie lagune tra ques'ultima e se stessa e si forma per sprofondamento della massa terrestre dell'isola. lo sprofondamento delle masse terrestri può essere dovuto sia a fenomeni di erosione che a movimenti della crosta terrestre. Le Barrier reefs sono molto comuni nelle regioni caraibiche ed Indo-pacifiche: la grande Barrier Reef australiana, la più grande al mondo, si snoda per oltre 2000 km.
Gli ATOLLI sono barriere coralline a forma di anello che circondano una laguna centrale e si trovano al largo delle coste. Quando l'intera massa di un isola scompare sotto l'oceano la barriera diviene un atollo. Gli atolli sono comuni nelle regioni oceaniche indo-pacifiche. L'atollo più grande al mondo si chiama Kwajalein e circonda una laguna di oltre 97 km di lunghezza.
Le attuali barriere coralline iniziarono a formarsi dopo l'ultima glaciazione, nel Pleistocene, 10.000 anni fa.

 
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